Nairobi - Hotel

Giorno 1

Itinerario

Proprio aeroporto di partenza > Nairobi

 

Briefing

Creating a reportage in a “difficult” part of the world can be a thrilling experience, as well as hard work, that requires a rigorous approach and respect for some fundamental rules that apply to the whole group.

Our workshops are not reality shows. There’s no production team on hand to sort things out if there’s an emergency, and these aren’t organised trips with “false glitches”.

Reporter’s Life will take you into another dimension, where everything’s real, and where getting a story means confronting difficult situations, which can at times be dangerous (although obviously the Reporter’s Life team always calculates and manages the risks beforehand).

There will be many times that we’ll have an armed guard: soldiers, police, or private security. We’ll meet all kinds of people, including gang members. We’ll witness shocking realities and see people living in extreme conditions, poor and desperate. We’ll cross areas with extreme health hazards.

All of this will be properly managed and calculated by the Reporter’s Life experts, but your collaboration will be really important. And respecting the rules will be fundamental.

When we get to Nairobi, during the briefing, we’ll go through our itinerary in detail and go through the importance of following the head reporter’s instructions to the letter. It’s for your safety, and that of the team.

Within the team, there’s a hierarchy, and it’s imperative that you respect it. Getting into this mind set is the first step towards ensuring that the journey runs smoothly. Taking part in a Reporter’s Life workshop gives us the chance to have an incredible experience, but only if we all play by the rules and we don’t put ourselves in unnecessary danger. You’ll discover that human life is given a much lower value in the places we’ll visit than what we are used to. So even if some of the rules seem bizarre or ridiculous, they come from the decades of experience of our reporters, and for that reason they need to be followed without question.

If you follow the rules, you’ll have an incredible time. With Reporter’s Life workshops, everything is real. Every single moment. And we can say with certainty that creating your reportage will be one of the most profound experiences of your lives.

 

Nairobi - Hotel

Giorno 2

Itinerario

Nairobi > Korogocho > Nairobi - 30 km

Spostamento in fuoristrada 4x4

 

Korogocho

Nairobi, la capitale del Kenya, ha 4 milioni di abitanti, 2,5 milioni dei quali vivono in baraccopoli che occupano meno del 5% del territorio urbano, di proprietà del Comune e dello Stato. Circa l'80% paga l' affitto ai proprietari delle baracche, speculatori che lucrano sulla pelle dei poveri. Le baraccopoli di Nairobi oggi sono uno dei più grandi apartheid socio-economici del mondo. La questione della terra in Kenya è ancora troppo scottante e la lotta dei poveri per ottenerne il diritto è ancora lunga. Di tanto in tanto governo e speculatori abbattono le baracche edificate sul suolo pubblico. All'inizio del 2004, un piano di grandi demolizioni in diversi slum, che avrebbe coinvolto oltre trecentomila persone, è stato fermato grazie alla mobilitazione di chiese, ONG, baraccati e alla campagna internazionale W Nairobi W.

Secondo i dati di UN HABITAT , l'agenzia delle Nazioni Unite che studia gli insediamenti urbani e rurali, a Nairobi esistono 199 baraccopoli immense, come Kibera, con oltre ottocentomila abitanti, così come realtà di qualche centinaio di persone, ma in espansione.

Korogocho è situata nella zona est di Nairobi, su un terreno di proprietà del governo e di un privato. Si estende su un'area di 1,5 chilometri quadrati.

Korogocho è la quarta baraccopoli di Nairobi per numero di abitanti. E' una delle zone più densamente abitate e instabili tra gli slum di Nairobi. Probabilmente oggi a Korogocho vivono 100-120 mila persone, stipate in baracche di fango e lamiera. Gran parte sono sfollati, vittime di precedenti sfratti in altre aree urbane di Nairobi e non solo; molti sono migranti dalle zone rurali, mentre altri sono rifugiati illegali.

Le baracche sono attaccate le une alle altre, divise soltanto da viottoli angusti che servono anche da fogna e scolo. Le strade sono impraticabili durante le piogge ed estremamente polverose negli altri periodi dell'anno. L'immondizia viene accumulata ai lati delle strade, dove spesso viene anche bruciata.

La scarsità di acqua corrente è uno dei problemi più gravi di Korogocho, insieme alla mancanza di infrastrutture, opportunità di lavoro, programmi d'istruzione, elettricità, condizioni igieniche appropriate, luoghi di aggregazione e svago per giovani e bambini.

Lo slum confina con la discarica di Dandora, dove confluiscono i rifiuti di tutta l'area urbana di Nairobi. La discarica costituisce una risorsa preziosa per i numerosi scavengers (cercatori) che sopravvivono grazie a un’attività di recupero e riciclaggio dei rifiuti. Così, questa zona disperata è paradossalmente oggetto di grandi interessi economici di poche persone, che sfruttano la debolezza dei più disperati.

I problemi più rilevanti della baraccopoli sono una disoccupazione altissima, povertà, illegalità, criminalità, insicurezza e malattie come la tubercolosi, l'ameba, la malaria, il tifo e l'AIDS, in grande diffusione e difficile da curare, anche per il costo elevato delle medicine. Si stima che almeno un terzo della popolazione delle baraccopoli abbia contratto il virus.

Molti giovani e bambini, orfani e poveri, affollano lo slum senza alcuna speranza per il futuro. Sono facili preda di droga, prostituzione e alcolismo. Moltissimi bambini di strada ( street children ) per sfuggire ai morsi della fame si “ fanno ” sniffando colla.

L'educazione primaria è ancora difficilmente accessibile per gran parte dei bambini poveri e orfani dello slum, a causa della mancanza di fondi statali e infrastrutture, nonostante dal 2003 la scuola primaria sia stata dichiarata gratuita per tutti. Proliferano quindi le scuole informali private che offrono però un livello educativo più basso.

 

“La gente di Korogocho vi contagerà. Non temete, non sto parlando di malattie, ma di quella immensa capacità che hanno di arrangiarsi in tutto e per tutto”.

Domenico Pacifico, photojournalist

 

Garissa - Hotel

Giorno 3

Itinerario

Nairobi > Garissa - 380 km

Spostamento in fuoristrada 4x4

 

On the Road

Il viaggio per noi non è arrivare, ma fare di ogni luogo, e di ogni momento, la nostra destinazione. Tra una tappa e l’altra scopriremo realtà altrettanto interessanti di quelle nel programma. Lungi dall’essere tempi morti, i momenti “on the road” saranno ricchi di sorprese che vivremo al ritmo del gruppo, senza le limitazioni dei viaggi pre-confezionati. Chi viaggia con Reporter’s life non cerca di raggiungere una destinazione il più in fretta possibile, ma coglie ogni occasione d’incontro e di scambio. E quindi in questi tempi saremo liberi di fermarci, divagare, tornare indietro - lasciarci sedurre dai colori della terra e guidare dalle voci, dai profumi, dalle atmosfere. Per poi continuare il cammino, arricchiti da quello che abbiamo vissuto.

 

Garissa - Hotel

Giorno 4

Itinerario

Garissa > Daadab > Garissa - 200 km

Spostamento in fuoristrada 4x4

 

Dadaab

Dadaab è uno dei campi profughi più grandi del mondo. Si estende su una superficie di cinquanta chilometri quadrati a Nord del Kenya, vicino al confine della Somalia. È stato aperto nel 1998, sotto l’egida dell'Alto Commissariato per i diritti umani dell'Onu, per accogliere i profughi della guerra civile di Mogadiscio, e da allora non si è mai svuotato.

Attrezzato per ospitare un massimo di novantamila persone, oggi ne conta trecentosettantamila. Altre diecimila stazionano all'esterno dell'area in attesa di completare la registrazione, mentre il flusso di arrivi si è stabilizzato sui mille profughi al giorno, di cui ottocento sono bambini e donne malnutriti. Secondo Medici Senza Frontiere, se la situazione continuerà di questo passo, alla fine dell'anno i rifugiati saliranno a mezzo milione.

Il sovraffollamento è dovuto in buona parte all'esodo dalla Somalia. Dall'inizio del 2011, 135 mila persone hanno lasciato il paese: cinquantaquattromila nel solo mese di giugno. La maggior parte si sono diretti in Kenya (circa 400.000) e in particolare a Dadaab; altri hanno preferito lo Yemen (187.000) o l'Etiopia (110.000). La Somalia è un Paese di sfollati: su un totale di 7,5 milioni di abitanti, almeno 2 milioni – secondo i dati dell’Alto Commissariato dell'Onu - sono profughi sin dai tempi della guerra civile. Di questi, almeno un milione e mezzo era rimasto in patria fino all'inizio del 2011.

 

“Dadaab è l’inferno. Un labirinto di baracche fatiscenti, puzzolenti, dove gli essere umani non sembrano appartenere più al genere umano. Ma nemmeno a quello animale – non appartengono più a nulla. Camminare tra i profughi è un’esperienza umana stravolgende, che cambierà per sempre il vostro modo di vedere il mondo e la vita”

Domenico Pacifico photojournalist

 

Nakuru - Hotel

Giorno 5

Itinerario

Garissa > Nakuru - 500 km

Spostamento in fuoristrada 4x4

 

On the Road

Il viaggio per noi non è arrivare, ma fare di ogni luogo, e di ogni momento, la nostra destinazione. Tra una tappa e l’altra scopriremo realtà altrettanto interessanti di quelle nel programma. Lungi dall’essere tempi morti, i momenti “on the road” saranno ricchi di sorprese che vivremo al ritmo del gruppo, senza le limitazioni dei viaggi pre-confezionati. Chi viaggia con Reporter’s life non cerca di raggiungere una destinazione il più in fretta possibile, ma coglie ogni occasione d’incontro e di scambio. E quindi in questi tempi saremo liberi di fermarci, divagare, tornare indietro - lasciarci sedurre dai colori della terra e guidare dalle voci, dai profumi, dalle atmosfere. Per poi continuare il cammino, arricchiti da quello che abbiamo vissuto.

 

Nakuru - Hotel

Giorno 6

Itinerario

Nakuru

Spostamento in fuoristrada 4x4

 

Lake Nakuru National Park

Il lago Nakuro è un lago poco profondo immerso in un paesaggio meraviglioso, circondato da foreste di acacia e di euforbia, praterie ed acquitrini che si alternano a dirupi rocciosi. La superficie del lago occupa un terzo del parco.

Il lago Nakuru è considerato lo spettacolo ornitologico più bello del mondo con centinaia di migliaia di Lesser Flamingo - fenicotteri rosa, che si muovono in tutte le direzioni per cibarsi delle alghe che ricoprono il bacino del lago.

Quando in migliaia prendono il volo, lo spettacolo diventa ancora più strabiliante, con il cielo che cambia colore diventando rosa.

Le sue rive sono praticamente delle paludi, che durante la stagione secca si asciugano lasciando vaste distese di sale che dona al paesaggio un’atmosfera quasi surreale.

Oltre ai fenicotteri nel parco vivono: bufali, antilopi, leopardi, leoni, giraffe, rinoceronti, impala e gazzelle.

 

“Nemmeno la fantasia più fervida potrebbe immaginare lo spettacolo delle centinaia di migliaia di Lesser Flamingo: lago e cielo in un turbinio di colore rosa… una fiaba della natura”.

Domenico Pacifico photojournalist

 

Kericho - Hotel

Giorno 7

Itinerario

Nakuru > Kericho - 110 km

Spostamento in fuoristrada 4x4

 

Piantagione di tè

Il Kenya è il terzo produttore al mondo di tè dopo India e Sri Lanka. Kericho è il centro del mercato del tè del Kenya.

L’area è dominata da piantagioni di tè e fattorie.

Sulle colline si intravedono decine di persone sommerse fino alla vita dalle piante di tè, mentre raccolgono le foglie più verdi, una per una.

Lungo le strade, a ogni dosso, gruppi di ragazzi vendono tè in ogni sua forma. Lo fanno con il sorriso sulle labbra, e se non ti fermi al primo dosso, corrono più veloci del vento per ritentare a quello successivo. Sempre con simpatia, mai con insistenza.

Entrare nelle piantagioni, camminare tra le piante, interagire con loro, appassiona incredibilmente.

 

“La prossima volta che berrete una tazza di tè, lo farete con più gusto. Il gusto di chi è riuscito a stringere quelle mani che, veloci come il vento, hanno colto milioni di foglioline verdi”.

Domenico Pacifico photojournalist

 

Isola di Mfangano - Camp

Giorno 8

Itinerario

Kericho > Mbita > Mfangano Island - 162 km

Spostamento in fuoristrada 4x4 + barca

 

Isola di Mfangano - Lago Vittoria

L'isola di Mfangano è situata nel Lago Vittoria, il più grande lago del continente africano, il lago tropiacale più grande del mondo e il secondo più grande lago d'acqua dolce del mondo. Le sue acque territoriali fanno parte della Tanzania (49%), dell'Uganda (45%), e del Kenya (6%).

Il lago di 68.870 km quadrati e 4828 chilometri di costa, ha all'interno più di 3000 isole molte delle quali disabitate.

Mfangano è una di queste.

La parte pianeggiante dell'isola è ricoperta da fitti cespugli e grandi arbusti, mentre la parte collinare è dominata da foreste e pascoli. L'isola è territorio di circa 26.000 persone di discendenza Suba e Luo. I piccoli villaggi che si susseguono uno dopo l'altro sulla spiaggia sono accessibili dalla terraferma in due ore di viaggio su canoe di legno a motore. Le principali attività di queste popolazioni sono la pesca e l'agricoltura di sostentamento. Le lingue parlate sono : Inglese, Swahili, Luo e Suba, un'antica lingua Bantu parlata solo qui e sulle rive del lago Vittoria.

L'isola ottiene il nome dal termine 'okuwangana' il quale significa unirsi in Abasuba, o luogo in cui le persone sono unite. L'isola di Mfangano servì a molte popolazioni come rifugio dalle tribù più popolose, come i Luo.

 

“… e quando incontrerete la comunità dell’isola, capirete a pieno il significato profondo che si cela dietro l’origine del suo nome: “Okuwangana” - luogo di unità e condivisoone”.

Domenico Pacifico photojournalist

 

Isola di Mfangano - Camp

Giorno 9

Itinerario

Mfangano Island

Spostamento a piedi

 

Isola di Mfangano - Lago Vittoria

L’isola è famosa per i siti d’arte rupestre i quali risalgono a circa 2.000 anni fa. Si suppone che i dipinti siano stati creati dalla tribù Twa, antica popolazione di cacciatori-foraggieri. Dei 36 luoghi sacri sull’isola, 19 sono tutt’ora intatti e possono essere visitati. Nonostante i rimanenti 17 possano considerarsi estinti, la loro storia viene ancora raccontata dagli anziani. La maggior parte dei siti sacri è associata alle tradizioni di riti propiziatori per la pioggia e rappresentano il legame tra il popolo e Dio.

Kwitone è uno strapiombo di 40 metri sulla collina Itone, custodito dal clan Wagimbe. L’arte si concentra principalmente alla fine del rifugio su una cengia a tre metri da terra, e consiste in un insieme di cerchi concentrici alternati rossi e bianchi. Il luogo viene associato a poteri soprannaturali ed eventi miracolosi dagli abitanti locali. Il rifugio veniva anche usato come luogo propiziatorio per la pioggia.

Mawanga è una caverna che presenta un pannello d’arte rupestre di circa otto metri quadrati composto da un insieme di cerchi concentrici bianchi e neri con immagini disegnate una sopra l’altra. Vicino all’ingresso della caverna, sotto a un piccolo strapiombo, la formazione rocciosa sembra un insieme di tante impronte digitali ed è conosciuta localmente con il nome di “Mano di Dio”, dalle presunte proprietà curative. La parete e il muro nel retro della caverna sono anch’essi ricoperti da queste spettacolari cupole naturali. Gli anziani del clan Wasamo credono che i dipinti siano stati fatti dai loro lontani antenati per spaventare i nemici.

 

Isola di Mfangano - Camp

Giorno 10

Itinerario

Mfangano Island

Spostamento a piedi

 

Isola di Mfangano - Lago Vittoria

Le comunità remote dell’isola devono fare fronte a problematiche molto serie. La povertà ha costretto queste vulnerabili comunità a fare cambiamenti drastici e pericolosi all’ambiente circostante per sfruttare al massimo i suoi frutti e sopravvivere. La deforestazione delle montagne e la sovrappesca del lago hanno avuto effetti negativi sull’ambiente, prosciugando l’economia locale.

Nonostante ciò, l’isola rimane ricca di abbondante acqua dolce, terreno fertile, foreste vergini, e una comunità di attivisti. Il territorio e il lago continuano a sostenere una notevole fauna selvatica: cercopiteco verde, centinaia di specie d’uccelli, lontre, ippopotami, varani.

Organic Health Response è una partnership locale-globale che sostiene le comunità locali e crede nel loro grande potenziale per raggiungere traguardi importanti non solo per l’isola ma anche per le altre comunità dell’Africa sub-sahariana. Un esempio di vita positivo per un futuro autonomo, resistente, e locale.

L’importanza del biologico va al di là del concetto del cibo sano. E’ un approccio che dà priorità a risorse locali, flessibilità, pazienza, ma soprattutto a collaborazioni simbiotiche che creino opportunità. Anno dopo anno, questo progetto di permacultura ha unito tanti piccoli ecosistemi e li ha aiutati a collaborare in modo unico e costante riuscendo a sfamare le comunità, rispondendo alle malattie e ai disastri e creando nuove risorse stagione dopo stagione.

 

Nairobi - Hotel

Giorno 11

Itinerario

Mfangano Island > Mbita > Nairobi - 400 km

Spostamento in barca + fuoristrada 4x4

 

On the Road

Il viaggio per noi non è arrivare, ma fare di ogni luogo, e di ogni momento, la nostra destinazione. Tra una tappa e l’altra scopriremo realtà altrettanto interessanti di quelle nel programma. Lungi dall’essere tempi morti, i momenti “on the road” saranno ricchi di sorprese che vivremo al ritmo del gruppo, senza le limitazioni dei viaggi pre-confezionati. Chi viaggia con Reporter’s life non cerca di raggiungere una destinazione il più in fretta possibile, ma coglie ogni occasione d’incontro e di scambio. E quindi in questi tempi saremo liberi di fermarci, divagare, tornare indietro - lasciarci sedurre dai colori della terra e guidare dalle voci, dai profumi, dalle atmosfere. Per poi continuare il cammino, arricchiti da quello che abbiamo vissuto.

 

Giorno 12

Itinerario

Nairobi > Proprio aeroporto di arrivo

 

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